PANTALICA e le
CIVILTA' PREISTORICHE NELLA SICILIA SUD-ORIENTALE

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Il Sito di PANTALICA



Così scrive Ludovico Fenech : Pantalica è uno di quei rari luoghi panici che ti coinvolgono 'necessariariamente': dove senti il vissuto ancestrale del tuo stesso essere umano e, insieme, la magia e la mistica del sacro. E, questo, all'interno di una natura di cui tutti gli elementi - il fiume e il piacere delle sue acque gelide e limpidissime, le rocce, gli alberi, i fiori - ti stupiscono e affascinano: lasciandoti, tuttavia, la consapevolezza di non esserne annullato, ma anzi di vivere, per un tempo astratto e generoso, una presenza imparagonabilmente felice.



L`insediamento di Pantalica si è sviluppato su uno sperone roccioso, chepantalica domina la confluenza della valle del Calcinara nella   punt.gif (928 byte)valle dell`Anapo, congiunto al retrostante altipiano solo da uno stretto istmo, la sella di Filipporto, o "Porta di Pantalica". Il dosso incombe con altissime balze scoscese, quasi sempre a strapiombo, sul letto dei due corsi d`acqua che scorrono in valli strettissime. La sua superficie si estende per una lunghezza di circa 1.200 metri in senso NE-SO, con una lunghezza di circa 500 metri in senso NO-SE.
La natura all`intorno non offriva dunque agli abitanti alcuna risorsa se non quella del legname per costruzione e da ardere. A Pantalica non vi sono sorgenti: l`acqua bisognava attingerla al fondo delle profonde valli. Condizioni di vita dunque estremamente più povere e più dure di quelle che potevano offrire i comodi insediamenti dell`età precedente, situati nella ricca piana costiera.
Appariscenti testimonianze della città protostorica sono state in ogni tempo le vaste scenografiche necropoli costituite da innumerevoli punt.gif (928 byte)tombe a grotticella artificiale scavate nelle balze rocciose (molte ri-utilizzate)che danno ad esse l`aspetto di immensi alveari. La cameretta, a forma di forno, spesso è
tombeaforno.jpg (30378 byte) singola (1), ma diverse volte è multipla (2), con le celle disposte anche su diversi piani.Dell`abitato invece l`unica testimonianza visibile nei secoli era costituita dalle rovine dell'punt.gif (928 byte)Anaktoron principesco. Si aggiungano le fortificazioni della Porta di Pantalica, costituita da un trincerone scavato nella viva roccia, sbarrante la sella di Filipporto e dal muro che lo rincalza, che appartengono peraltro all`età greca.
Le tombe sono circa 5.000, suddivise in cinque diverse necropoli. La necropoli Nord-Ovest, con circa 600 tombe, riunite in cinque gruppi principali, e la necropoli Nord, la più vasta e scenografica, con forse 1.500 tombe, sono le più antiche, datate all`incirca tra il XII e XI secolo a.C. Allo stesso periodo appartiene il mediano fra i tre grandi gruppi di tombe della necropoli Sud. Invece gli altri due gruppi laterali, la necropoli di Filipporto,, con circa 500 tombe, la necropoli della Cavetta, con circa 300 tombe, più una cinquantina di tombe nello sperone sovrastante la confluenza del Calcinara nell`Anapo, e la necropoli estendentesi sull`opposta sponda del Calcinara con almeno un centinaio di tombe, appartengono ad un momento più tardo e cioè fra il IX e VIII secolo a. C. Si costata anche la scarsezza, se non la totale assenza, di testimonianze di una fase intermedia, quella, databile fra il X e il IX secolo, a cui invece appartiene la gran massa delle tombe della necropoli di Cassibile.


François Villard, ha avanzato l`ipotesi che Pantalica può identificarsi con l`antica Hybla, il cui re Hyblon concesse ai megaresi di Lamis di stanziarsi in una parte del suo territorio e di fondarvi Megara Hyblaea; Pantalica infatti appare come il maggiore insediamento dell`età del bronzo del retroterra megarese. Insediamento fiorito attraverso più di cinque secoli, assai prospero nell`età immediatamente precedente la fondazione di Megara, ma sopravvissuto anche dopo di essa.


Pantalica - panorama - foto S.Puccio
pantalica




ARCHEOLOGICAL SITE:

 Access – The archeological site may be reached from two directions: from Ferla and from Sortino. The former is to be recommended as it provides better views of the necropolis and saves on the need to climb down to the riverbed, fording the river and climbing up the other side. More than 5,000 burial chambers honeycomb the walls of this quarry to make five necropoli through successive periods. The earliest in the north and northwest necropoli  are elliptical in shape, while the most recent (850-730 BC) are rectangular. What is distinctive about these tombs is the way in which they are organised into compact family units, rather than into the more usual extended groups.

grotte scavate - Pantalica
pantalica - grotte


Follow the signs for Pantalica from Ferla; after 9km, stop and park at Sella di Filiporto (yellow sign), the ancient gateway to the town, where the remains of the fortification trench can still be seen. From here, a path runs along the southern edge of the upland plateau from which, looking back, the Fillporto necropolis can be seen nestling within a broad amphitheatre of rock. Further along the way there are splendid views over the Anapo gorge below; the path then continues down to a Byzantine settlement with rectangular rock-hewn dwellings, and to the Oratory of San Micidiario. Follow the path and, after about 1km, turn left for the anaktoron or Prince’s Palace: this is also accessible by car, by continuing along the main road some 1.5 km (note in passing the northwest necropolis on the left) and then taking a short path (yellow sign). The site accommodates the remains of a megalithic construction which, demonstrating clear Mycenaean influences, is thought by Orsi to be built by Mycenaean workmen in the service of the prince.Return to the car, 11 km before Ferla the tarred road peters out (note the Byzantine - village of Cavetta just before this), leave the car and take the steep path down, enjoying, along the way, the marvellous views of the gorge of Calcinara and of the vast northern necropolis harboured by the wall on the opposite side (20min on foot to the river).




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