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Uomo di Neanderthal

 L' Homo di Neanderthal è stato una delle specie umane di maggior successo in assoluto. Per 250.000 anni ha dominato l'Europa, un continente stretto dalla morsa delle ere glaciali e popolato da belve e animali selvatici.Poi, 100.000 anni fa, la sfida decisiva: l'arrivo - ancora dall'Africa - di un'altra specie umana.....l' Homo Sapiens ma andiamo un po' indietro nel Tempo.........................Un milione di anni fa, lascia le tracce fossili una nuova specie denominata Homo Erectus (che aveva da poco soppiantato cugini più antichi come L'Australopiteco Lucy  video) .l'homo erectus aveva fatto la sua comparsa in Africa e in Asia e si era spinta successivamente anche in Europa e in Italia. Homo Erectus è vissuto tra 2,2 e 0,2 milioni di anni fa. Gli individui appartenenti alla specie erano dotati di un grande cervello con dimensioni di circa 1100-1300 ml, avevano proporzioni corporee quasi moderne ed erano bipedi ormai abituali. Con le mani libere da ogni impegno di locomozione, questi individui svilupparono nuove e più efficaci tecnologie di scheggiatura della pietra. Gli utensili tipici sono i bifacciali (amigdale) e le schegge della cultura Acheuleana del Paleolitico inferiore. 

Successivamente si sono trovati resti fossili di Homo habilis, vissuto in Africa tra 1,9 e 1,6 milioni di anni fa, rappresenta la prima specie nell’evoluzione umana alla quale siano state associate industrie litiche. I primi resti scheletrici attribuiti ad Homo habilis furono rinvenuti nel 1960 nella Gola di Olduvai in Tanzania. 

                       ricostruzione di un arto di Habilis
Gli individui appartenenti a questa specie erano caratterizzati dal possedere un cervello di dimensioni pari a 700 cc  ; le proporzioni dei loro corpi erano, invece, scimmiesche con adattamenti da camminatori-arrampicatori tipici di un australopiteco.
I manufatti di Homo habilis video comprendono utensili in pietra , rappresentati per lo più da ciottoli scheggiati su un solo lato (chopper) o su entrambi i lati (chopping-tool) per ottenere un margine tagliente con il quale recuperare la carne rimasta nelle carcasse di animali già morti).

Per migliaia di anni, deserti, ghiacciai e vasti mari interni avevano isolato i vari gruppi di ominidi. nell'ambiente gelido e inospitale dell'Europa settentrionale si era sviluppata una nuova specie ben adattata al freddo: l'Uomo di Neanderthal.
Nell’agosto del 1856, un operaio che lavorava in una cava di calcare chiamata Felhofer nella valle di Neander in Germania, scoprì i resti fossili di una creatura sconosciuta. All’inizio si pensò fossero le ossa di un antico orso delle caverne, ma un naturalista locale le definì umane. La cava di Feldhofen conservava diversi resti fossili: la calotta cranica, le ossa di entrambe le braccia, una parte del bacino e dei frammenti delle scapole e delle costole. Alcune ossa apparivano chiaramente diverse da quelle degli umani moderni.
Le ossa delle braccia erano possenti e le arcate sopraccigliari sporgevano ben sopra la cavità oculare. Proprio dalla calotta cranica, il geologo William King si accorse della specifica e diversa anatomia dell’esemplare fossile. Pur non avendo a disposizione le ossa facciali stabilì che quei fossili non potevano appartenere ad alcun tipo di essere umano moderno. Nel 1864, King denominò questa specie Homo Neanderthalenis.

Quando si parla di Neanderthal, la gente tende automaticamente ad immaginarsi un essere umano delle caverne rozzo e stupido, dall’andatura strascicata e piegata sulle ginocchia e con una clava in mano. Eppure è un errore pensare al Neanderthal come ad una versione primitiva e poco evoluta dell’essere umano moderno. L’Uomo di Neanderthal sopravvisse per oltre 200.000 anni, adattandosi perfettamente al suo ambiente. Probabilmente si sviluppò nel clima freddo e semiglaciale dell’Europa, che rimase il centro del suo territorio, limitato da una serie di barriere geologiche e climatiche.Durante il XX secolo, fossili di Neanderthal furono rinvenuti in decine di siti europei e dell’Asia occidentale. 
Il relativo isolamento della regione portò l’Uomo di Neanderthal a sviluppare una specifica serie di caratteristiche fisiche e di comportamenti che lo distinsero e lo allontanarono dall’essere umano moderno. 

Fin dalla scoperta del primo Uomo di Neanderthal, gli antropologi si sono trovati di fronte ad una domanda, semplice solo all’apparenza. L’Uomo di Neanderthal era uno dei nostri antenati diretti oppure apparteneva ad una linea di sviluppo diversa che si estinse senza contribuire in alcun modo al patrimonio genetico dell’essere umano moderno?
L’Uomo di Neanderthal si distingue chiaramente dagli umani moderni per la struttura della faccia e del cranio.

Il suo cranio è lungo e schiacciato, invece di essere alto e corto, come quello dell’Homo Sapiens e mentre quest’ultimo ha una faccia dai lineamenti sottili, adattata al cranio in una posizione quasi verticale, i Neandertaliani presentano una faccia grossa e assai prominente. Inoltre l’intero scheletro mostra elementi di differenziazione, rispetto all’Homo Sapiens.
Si tratta dunque di due specie molto diverse, seppur imparentate tra loro. Nessuno intende affermare che i Neanderthal si sono evoluti fino a dare origine all’essere umano moderno; i Neanderthal erano un’antica popolazione che durante i suoi spostamenti nella regione, finì per mescolarsi e fondersi con gli antenati degli umani moderni. Nel tempo essi scomparvero come gruppo distinto di ominidi. Tuttavia i loro geni hanno continuato ad essere trasmessi di generazione in generazione e sono giunti a noi. 
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evoluzione del cranio umano dall'Australopiteco all'Erectus 

Cinquantamila anni fa, la Francia meridionale è ancora un luogo freddo e inospitale: infatti una morsa di ghiaccio attanaglia ancora l'Europa settentrionale portando un clima polare su gran parte del continente. D'inverno le temperature possono piombare a 25° sotto zero, valori analoghi a quelli attuali del nord del Canada. Branchi di mammut coperti da una folta pelliccia attraversano le praterie battute dal vento. Le foreste danno rifugio a bisonti e daini mentre le cavità nelle formazioni calcaree - sia naturali,sia scavate da questi ominidi - offrono un riparo alle popolazioni umane. Questi uomini appartengono alla specie di Neanderthal, la prima specie umana ad essersi adattata al freddo e alla vita in questo continente europeo ancora aspro e gelido. 

 L'esistenza che conducono è tra le più dure che l'uomo abbia mai dovuto sopportare, ma questi gruppi sono bene organizzati per la sopravvivenza. Il loro piccolo clan è tenuto unito da legami molto forti, e l'impatto sulle risorse ambientali è limitato.

Per proteggersi dal gelo usano le pelli di animali cacciati che puliscono e usano come abiti. Per prima cosa il Neanderthal separa la pelle dal grasso e dai tendini servendosi di un affilato raschiatoio di selce. Usa i denti come una morsa: la conformazione del volto, molto prominente, consente una ripartizione uniforme dello sforzo su tutto il cranio. I denti sono consumati fino alla radice dall'uso prolungato negli anni soprattutto per ammorbidire le pelli da indossare. La caverna è il centro del loro mondo. Entro queste pareti dormono, mangiano, macellano la carne . Gli scarti e i rifiuti sparsi sul pavimento delle caverne neandertaliane sono poi stati sepolti e, col passare del tempo, si sono fossilizzati, diventando così reperti preziosissimi che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questi nostri antenati.

Oggi sappiamo che, contrariamente alla credenza comune che li rappresentava come esseri scimmieschi e brutali, la specie di Neanderthal era composta da individui forti, intelligenti e altamente specializzati. La struttura del corpo neanderthaliano è straordinariamente forte. La specie si è evoluta proprio per avere queste caratteristiche:oltre a modellare il paesaggio, i ghiacciai europei hanno determinato anche i tratti della specie di Neanderthal .

interno di una grotta

                                    grotta scavata

Il corpo tozzo e pesante riduce la superficie dell'epidermide e favorisce il mantenimento del calore corporeo. Anche il naso si è evoluto in funzione del clima estremamente rigido.Le cavità nasali sono più larghe delle nostre per contenere più capillari e muco e quindi riscaldare e umidificare l'aria. In tal modo si evitano lesioni ai fragili tessuti interni.Questa combinazione di caratteristiche fa di quella di Neanderthal la prima specie umana specificamente adattata ad un clima freddo. Anche se ai nostri occhi il loro volto può apparire impressionante, esso è un capolavoro di adattamento evolutivo.

Recenti analisi scientifiche hanno evidenziato aspetti straordinari della vita che conducevano. Le feci fossilizzate possono dirci cosa mangiavano; la struttura dei denti può illuminarci su come ripulivano le pelli degli animali per farne indumenti; le ossa fratturate e deformate sono la testimonianza di una vita tormentata da infortuni e malattie e, in alcuni casi, anche di morti violente e improvvise.

Quello dell'infanzia è il periodo più difficile. Quasi la metà dei reperti fossili neanderthaliani è costituita da bambini al di sotto degli 11 anni. A cinque anni d'età, un bambino ha appena terminato il periodo di allattamento eppure il suo cervello ha una grandezza pari a quella di un adulto dei giorni nostri. Ha capacità fisiche molto sviluppate.Ed è giusto che sia così: in un ambiente come questo, o si cresce in fretta o si muore.Non meno precaria è la vita dei membri più anziani:al massimo 40 anni è la vita, infortuni e fatiche  pesano sul suo corpo accelerandone l'invecchiamento.I confini tracciati dai ritrovamenti di ossa e strumenti disegnano una regione che si estende a sud in Italia fino in Sicilia, a est in Uzbekistan, Irak e Ucraina, a nord in Polonia, Germania e addirittura Galles, a ovest in Portogallo. Ma la Francia sud-occidentale era una delle zone più densamente popolate, ospitando almeno 3000 individui di Neanderthal.

Le dimensioni delle caverne neanderthaliane e i resti che vi sono stati scoperti indicano che quegli uomini vivevano in gruppi molto piccoli, probabilmente non più grandi di 25 individui e talvolta addirittura composti da soli otto membri; un numero abbastanza ridotto da impedire una pressione eccessiva sulle scarse risorse ambientali ma troppo piccolo per garantire la sopravvivenza della specie senza qualche tipo di interazione con altri gruppi.               

Ma ad un certo punto dovranno affrontare l'insidia piu' grande: la loro posizione dominante in Europa è in pericolo:arriva dall'Africa una nuova specie.

 sapiens neanderthal
      homo neanderthal e homo sapiens a confronto

 Nell'Africa e in particolare in quella subtropicale (come testimoniano i resti fossili), si stava evolvendo l' Homo Sapiens che, a partire da centomila anni fa, comincia a migrare verso l'Europa attraverso la Sicilia e lo stretto di Gibilterra ...e Cinquantamila anni fa i Sapiens  arrivano nel sud della Francia dove c'erano i neandhertaliani............E questa è la storia dell'ultima volta in cui due diverse specie umane hanno coabitato sul nostro pianeta ma solo una di esse sarebbe sopravvissuta.

migrazioni H.Sapiens dall'Africa a partire da 100.000 anni fa      

migrazione.

L'uomo di Neanderthal deve quindi vedersela con una minaccia alla quale l'evoluzione non l'ha preparato.Fisicamente questi nuovi venuti non sono altrettanto bene adattati ad un clima così rigido. Ma hanno altri vantaggi.Hanno sviluppato nuovi modi di convivenza e nuovi modi di pensare. 

I punti di forza che per migliaia di anni hanno sostenuto i neanderthaliani stanno diventando i loro punti deboli. Ironia della sorte, questa specie è talmente bene adattata a questo mondo, da scoprirsi inadeguata a tenere il passo col cambiamento che è in atto. Le dimensioni ridotte del clan lo rendono estremamente vulnerabile. Le povere capacità linguistiche ostacolano la ricerca di alleanze con altri gruppi. E la condizione di autosufficienza, da sempre un grande vantaggio, ora impedisce di comprendere la minaccia che si sta avvicinando.D'un tratto, due specie umane si sono trovate faccia a faccia.Quale sarà stata la reazione? È stata possibile una convivenza in questo mondo spietato?O c'è stata una nuova lotta per la sopravvivenza?Ma sappiamo già che nella gara evolutiva c'è sempre un solo vincitore.

Niente nell'esperienza dell'uomo di Neanderthal l'ha preparato a un incontro del genere. Lo straniero non solo ha un aspetto diverso ma pensa e agisce in un modo del tutto ignoto all'uomo di Neanderthal.La capacità di insediamento degli homo sapiens costituisce una pressione inarrestabile e così gli uomini di Neanderthal vengono progressivamente cacciati dal loro vallate e spinti sugli inospitali altopiani della Croazia e della Crimea o, a ovest, verso le coste montuose di Italia, Portogallo, Spagna e Francia.Trentacinquemila anni fa la loro popolazione era già scesa a poche migliaia di individui.Quando giunse la fine, questa non fu dovuta a genocidio né a un disastro naturale: fu probabilmente qualcosa di molto meno drammatico:L'uomo di Neanderthal perse semplicemente la competizione con una specie che aveva escogitato migliori strategie per la sopravvivenza.Ma,Vista la sua attitudine alla guerra, si può legittimamente ipotizzare anche che l'Homo Sapiens sapiens ha avuto un ruolo determinante nel processo di estinzione dell'uomo di Neanderthal 

evoluzione del cranio umano dall'Erectus al Sapiens

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Cosa consentì ad una specie di prevalere sull'altra? In effetti, i sapiens di cro-magnon possedevano un'arma più potente di qualsiasi strategia di sopravvivenza messa a punto dai neanderthaliani: il cervello più evoluto. Questo, sebbene non fosse di dimensioni maggiori rispetto a quello dell'uomo di Neanderthal, era capace di formulare nuovi modi di pensare.

 La pittura del corpo e la costruzione di monili sono solo manifestazioni esteriori di qualcosa di molto più profondo. Fisicamente i sapiens sono meno adatti alla vita in quel clima freddo, ma hanno sviluppato utensili che permettono loro di vivere dove vogliono. Fiocine per uccidere il pesce nei periodi in cui le prede terrestri scarseggiano, aghi d'osso per cucire gli abiti; ma lo strumento più potente è il linguaggio.

A differenza dell'uomo di Neanderthal, la lingua dei sapiens è più ricca e complessa. È la molla per lo sviluppo dell'arte della cultura; permette agli individui di formare gruppi sociali molto più larghi, di scambiare le merci e di formare alleanze nei momenti di bisogno.

Questi nuovi modi di vivere hanno sicuramente ripercussioni devastanti sulle specie di Neanderthal.

Circa 30.000 anni fa, nelle zone più remote della Spagna meridionale, dell'Italia centrale e della Croazia si estinguevano gli ultimi esemplari di Neanderthal, che lasciavano il pianeta in eredità ad un'unica specie umana: l'Homo Sapiens.

Noi abbiamo soppiantato l'uomo di Neanderthal da meno di 30.000 anni. L'uomo di Neanderthal era riuscito a sopravvivere per 250.000 anni sopportando il clima più rigido che il mondo abbia mai conosciuto. Ciò nonostante, quando giunse il momento, come accaduto a tante altre specie di ominidi prima di lui, anche l'uomo di Neanderthal si estinse. 

abstract: Homo neanderthalensis      

The discovery in 1856 of a skullcap and partial skeleton in a cave in the Neander valley near Dusseldorf, Germany, signaled the first recognized fossil human form. While it was later realized that several Neanderthal sites had previously been discovered, their remains were not recognized as those of an archaic form of human until the discovery of "Neanderthal Man." In 1864 a new species was recognized: Homo neanderthalensis.Neanderthals inhabited Europe and western Asia during the latter part of the Pleistocene. The climate in these regions was much colder than it is today, and several glaciations, or Ice Ages, are known to have occurred during the time of Neanderthal occupation. Neanderthal localities are known today from Spain to Uzbekistan (near Afghanistan). Several important sites in the vicinity of Qafzeh Cave, Israel, suggest that Neanderthals arrived in the region after modern Homo sapiens. This would indicate that the population of modern humans in this area was not descended form Neanderthals, and that there was some period of coexistence, or an alternating series of migrations into this region by the two species. Neanderthals are known from Europe and western Asia from about 200,000 years to about 30,000 years ago, when they disappeared from the fossil record and were replaced in Europe by anatomically modern forms.