Quando e da dove è iniziato il primo popolamento in Sicilia? 

Quali sono le  origini e il tempo dei primi esseri umani in Sicilia?

le migrazioni verso la Sicilia sono ancora una questione ancora oggi problematica da affrontare.

Le due principali teorie sulle prime dinamiche demografiche della Sicilia sono:

       1. l'arrivo di esseri umani provenienti dalla penisola italiana attraverso lo stretto di Messina

       2. la provenienza dall'Africa attraverso un ponte Siculo-Maghrebin formatosi durante i periodi di regressione marina.

      

 Considerando che la diffusione di uomini e faune deve aver seguito le stesse rotte  durante le principali regressioni marine, possiamo associare l'origine e il tempo della prima diffusione umana nell'isola con le fasi delle regressioni marine; in particolare, per quanto riguarda l'area iblea, proponiamo l'ipotesi di un “passaggio” africano-maltese.

 In questo scenario nel neogene-quaternario il mare tra la piattaforma tunisina e Malta era occupato da arcipelaghi di piccole isole che fungevano da ponti e che determinavano nel contempo  una via di migrazione  dall'Africa a Malta-Sicilia.

L'altopiano ibleo è il promontorio più settentrionale della placca africana ed è formato da una serie di terrazze calcaree digradanti verso una pianura costiera nei lati sud e est, mentre è delimitata lungo il lato nord-occidentale dalla fossa Gela-Catania e dalla piana di Catania. 

Tutta l'area è interesata, almeno dal Neogene, da un sollevamento tettonico con forti sconvolgimenti ed è attraversato da una rete idrografica formata da piccoli fiumi e torrenti che scorrono stretti e profondamente incastrati (canyon) che si aprono poi nella pianura costiera determinando così tre diversi ambienti:

       a) gli altopiani calcarei semi-aridi e con marcate caratteristiche carsiche,

       b) i canyon con condizioni umide e riparate (area di Pantalica )

       c) La pianura costiera come il bacino del corso finale del fiume Anapo,  con lagune, dune costiere, coste basse, coste rocciose  e grotte di origine carsica-marina mista che si aprono nelle scogliere e che delimitano le terrazze e le pareti dei canyon .

   E certamente queste caratteristiche ambientali con la loro evoluzione nel tempo e nello spazio e la presenza di stratificazioni di selce  nella parte occidentale dell'Altopiano sono state condizioni molto favorevoli per un potenziale popolamento umano dell'area degli Iblei in generale e di Pantalica in particolare.

La scoperta di un teschio di Homo sapiens, trovato di recente (1971) nella cava di ”Giovanna”

 

 potrebbe indicare un'età media del Pleistocene Superiore per la deposizione. Il teschio, inserito in un concrezionario di brecce e ossa  è in sincronia con il giacimento di Elephas mnaidriensis  trovato in basso e di conseguenza questo umano potrebbe essere arrivato in Sicilia durante le regressioni di cui si accennava sopra.

 Oltre al cranio della caverna di Giovanna, un altro segno di presenza umana più antica nell'area Iblea proviene dalla vicina grotta di Spinagallo dove sono presenti anche alcuni frammenti di ossa di Elephas falconeri o elefante nano.

 dimensioni dell'elefante nano rispetto all'uomo



referenze: Maria Rosa Iovino · Corrado Marziano member of Istituto italiano di Paleontologia Umana, Rome, Italy