Cava del fiume Anapo

le cave

Pantalica e il territorio della Sicilia orientale

L'estremo settore sud-orientale della Sicilia è occupato dal sistema collinare-submontuoso degli Iblei, un vasto altopiano formato prevalentemente da calcari terziari.

Ad imprimere all'area iblea questa spiccata tipicità sono soprattutto le cosiddette cave,dall'antico francese caiva, profondi valloni fluviali che, come immensi squarci, interrompono bruscamente l'andamento tabulare o mammellonare dei rilievi.Frutto dell'azione combinata di imponenti fenomeni tettonici e d'erosione, tali fratture si configurano come valli a pareti (coste) scoscese o verticali, con fondi generalmente ampi e piatti, in cui serpeggiano corsi d'acqua, per lo più a regime temporaneo.

Diramandosi variamente, le cave creano una morfologia aspra, tormentata, ricca di scenari di selvaggia e suggestiva bellezza. Tale paesaggio conserva in molti casi un'elevata naturalità, contrastando nettamente con quello uniforme e domestico dell'altopiano, che si presenta ormai come una vasta regione agricola, ripartita in campi chiusi da fitte sequenze di muriccioli a secco.

Le cave costituiscono, soprattutto se interessate da acque perenni, importanti serbatoi di biodiversità all'interno di un territorio che capillari processi di antropizzazione, innescatisi in età assai remota, hanno fortemente impoverito delle sue componenti naturali.

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Cava Grande del Cassibile

Il tavolato calcareo Ibleo è fittamente inciso da profonde valli, dei veri e propri canyon,che si chiamano cave dall'antico francese caiva ,e fra le più interessanti spettacolari c'è sicuramente la Cava Grande del Cassibile (foto sotto)

Senza ombra di dubbio è una delle meraviglie della Sicilia, un luogo dove contemporaneamente si possono scoprire una natura quasi incontaminata e tracce dell'uomo, sin dal Neolitico.In questa impressionante fenditura del tavolato, inciso dal fiume Cassibile nel suo alto e medio corso, lunga circa dieci chilometri, larga in alcuni punti circa uno e profonda in alcuni tratti fino a circa trecento metri, scorre l'antico Kakyparis dei greci, che continua ad erodere con le sue stupende acque cristalline, formando le cosiddette marmitte dei giganti (erosione dovuta ai sassi portati dalla corrente, che ne loro giro vorticoso erodono la roccia formando delle conche circolari) e dei piccoli e profondi laghetti.

In tutti gli Iblei, probabilmente, non vi è un altro ambiente di così selvaggia bellezza naturale, come il canyon inciso dal fiume Cassibile nel suo alto e medio corso.